Buone notizie per il progetto FLAVOR - Regional food culture as a driver for integrated rural development! La buona pratica «Attività combinate per la promozione del turismo enologico nella Regione Marche», presentata dalla Regione Marche – partner del progetto – col supporto di AMAP, è stata validata dal responsabile delle politiche del programma Interreg Europe.
Lo scambio di buone pratiche è una delle attività principali dei progetti Interreg Europe, in quanto permette un aumento delle conoscenze tra i partner e nell’ambito di FLAVOR contribuisce a rendere la “cultura del cibo” un elemento strategico per lo sviluppo integrato delle aree rurali.
Da tempo, la Regione Marche è impegnata a valorizzare l’enoturismo per promuovere le aree con una forte tradizione vitivinicola, supportare l’offerta turistica regionale e incoraggiare lo sviluppo economico delle aziende, offrendo un modello replicabile in altre Regioni che intendano attuare strategie di rivitalizzazione delle aree interne.
La legge regionale n. 28 del 2021 favorisce lo sviluppo dell’enoturismo nelle Marche, includendo attività rivolte all’informazione del pubblico – come le vendemmie a scopo didattico – oltre alla vendita e alla degustazione dei vini, accompagnati da prodotti tipici del territorio.
Le attività enoturistiche possono essere esercitate esclusivamente da soggetti in possesso di determinati requisiti formativi e di specifici standard qualitativi. A tal fine è stato istituito un elenco regionale, consultabile online, che raccoglie informazioni sugli operatori e sui servizi offerti. L’ultima versione dell’elenco conta 71 operatori attivi nel turismo del vino ed è soggetta ad aggiornamenti periodici; rispetto alla prima pubblicazione, il numero degli iscritti è più che raddoppiato.
Per sostenere il comparto, la Regione ha avviato iniziative promozionali, introdotto un marchio dedicato all’enoturismo e stanziato oltre 3 milioni di euro tramite tre bandi pubblici. I primi due sono destinati a operatori del settore, ristoratori e agenzie di marketing per l’organizzazione di eventi degustativi, mentre il terzo è rivolto agli agricoltori per interventi di recupero edilizio.
Tra i principali destinatari delle misure figurano gli operatori enoturistici – ossia imprenditori agricoli, singoli o associati, ai sensi dell’art. 2135 del Codice civile – le imprese attive nella trasformazione e vendita di prodotti vitivinicoli, le enoteche regionali e il polo enogastronomico regionale.
In tale contesto, inoltre, l’AMAP si occupa dell’organizzazione di appositi percorsi formativi.
L’esperienza delle Marche rappresenta un modello adattabile e replicabile in altri territori caratterizzati da una solida tradizione vitivinicola. In tal senso, la buona pratica ne mette in
luce gli elementi più facilmente trasferibili, quali: l’introduzione di criteri omogenei per il riconoscimento degli operatori, la garanzia di accesso equo ai finanziamenti, la creazione di un registro pubblico facilmente consultabile dai consumatori e la promozione di attività diversificate lungo tutta la filiera, dal vigneto alla tavola.
Questo sistema contribuisce a rafforzare la multifunzionalità delle aziende agricole, migliorandone la redditività e ampliando l’offerta turistica complessiva. Inoltre, può essere esteso ad altri comparti produttivi di rilievo, come quello olivicolo, già oggetto di prime applicazioni sebbene ancora in fase iniziale.
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